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Mazza di tamburo

Le ricerche condotte sulla microflora del BOSCO DEI PRETI sono interessanti.
Certamente il ritrovamento più importante è stata L'AMANITA VERNA.
Questa rara Amanita è una specie molto pericolosa, assomiglia alla Amanita Phalloides della quale può essere considerata una variante di colore bianco con le stesse caratteristiche di pericolosità e di tossicità.
Nel "Bosco dei Preti" è stata ritrovata, per la prima volta nel 1987, da allora viene ritrovata regolarmente nella tarda primavera, generalmente a maggio.


Amanita verna

I funghi non appartengono nè al regno animale, nè a quello vegetale, ma a un regno a parte con la precisa funzione di decomporre ciò che il regno vegetale produce e ciò che il regno animale consuma. Senza la loro attività il processo di decomposizione verrebbe rallentato: il bosco diventerebbe un enorme deposito di scorie di foglie e alberi morti e la fertilità del suolo risulterebbe ridotta.


Xerocanus Armeniacus

I funghi decompongono le sostanze organiche in inorganiche, come acqua, anidride carbonica e sali utilizzabili poi di nuovo dai vegetali verdi. Le muffe intaccano non solo le sostanze organiche presenti nel suolo, ma anche quelle presenti nella fanghiglia del fondo degli stagni o dei laghi. Nel loro ruolo di decompositori i funghi sono coadiuvati dai batteri e realizzano la decomposizione per mezzo di particolari sostanze che essi stessi producono.


Helvella Lacunosa

I funghi possono vivere e svilupparsi nel sottobosco, o essere coltivati artificialmente per scopi alimentari. Non possiedono clorofilla, essi sono incapaci di utilizzare l'anidride carbonica dell'aria, per ricavarne il carbonio necessario alla loro vita. Essi lo sottraggono allora alle sostanze che provengono dalla decomposizione di vegetali e animali morti. Questi funghi sono chiamati SAPROFITI. Tuttavia non tutti i funghi sono saprofiti : alcuni sottraggono il carbonio direttamente agli esseri viventi. Questi sono chiamati PARASSITI. I funghi hanno anche bisogno di acqua e di sali minerali, queste sostanze vengono assorbite da tutta la superficie del micelio: ogni cellula provvede da sola alle sue necessità.


Macrolepiota Procera
mazza di tamburo

Come distinguere un fungo buono da uno velenoso?
Imparando a riconoscerne i caratteri botanici o, in caso di dubbio, rivolgendosi a un micologo. La tradizione popolare consiglia di cuocere i funghi con una moneta d'argento, con un anello d'oro, delle foglie di prezzemolo, uno spicchio d'aglio: eventuali variazioni di colore dei "testimoni" non sono assolutamente significative.
Nè è indicativo far assaggiare i funghi al gatto di casa, oppure prendere per buoni quelli rosicchiati dalle lumache( ghiottissime dell'amanita falloide!).
Con i funghi meglio non scherzare!


Armillaria Mellea
chiodini

Nelle nostre zone, soprattutto alla fine dell'autunno, si va in cerca di chiodini che vengono consumati con una bella fetta di polenta.Vuoi la ricetta? Clicca qui.

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