Muovendosi a piedi, in bici, in auto può accadere, e a molti forse è accaduto, di trovarsi davanti un animale ferito: un falco, un merlo, una volpe o un riccio. Quelle che seguono sono delle indicazioni sulle cose da fare e da non fare all'atto del primo soccorso a rapaci.




  • Osservandone l' atteggiamento e lo stato fisico si può tentare una prima diagnosi: per esempio se l' esemplare è debole, calmo, dimagrito (palpando lo sterno lo si può capire dallo spessore del muscolo) ed ha il piumaggio in disordine si può stimare da quanto tempo l' animale è sofferente e quindi a digiuno;





  • maneggiando con cura, senza fargli male, si potranno disinfettare le ferite con acqua ossigenata;



  • oltre a capire di che rapace si tratta, si può cercare di riconoscere se l' esemplare è un giovane o un adulto. Se si tratta di un giovane, occorre sincerarsi che abbia veramente bisogno di aiuto perchè ferito o perchè esposto a rischi immediati; in caso contrario sarà meglio lasciarlo sul luogo;





  • facendo molta attenzione, più agli artigli che al becco, si patrà riporre l' animale in una scatola di cartone che abbia dei fori per l' areazione, che non sia troppo grande per evitare urti contro le pareti, nè troppo piccola da non permettere i movimenti; la superficie interna dello scatolone deve essere ruvida e non liscia (è sufficiente mettere uno straccio) per evitare scivolamenti e conseguenti menomazioni;





  • non si devono assolutamente utilizzare gabbie metalliche: l' animale è stressato dalla vista dell' uomo e agitandosi potrebbe farsi male contro le sbarre ;





  • non tentare di curare l'animale personalmente o trattenerlo a casa propria: in questo modo si rischia di far peggiorare le sue condizioni e compromettere la possibilità di salvarlo oltre ad essere perseguibili per legge per la detenzione dell' esemplare.





  • occorrerà, quindi, rivolgersi ad un veterinario specialista in questa materia.

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