Colubro di Esculapio

Biacco

Ramarro


Anfibi: La raganella




Il Saettone o Colubro di Esculapio (il dio romano della salute che era rappresentato con la verga magica e il serpente attorcigliato intorno, ancor oggi simbolo della medicina), è il serpente piemontese che raggiunge le dimensioni maggiori (eccezionalmente 190 cm, di norma 140 cm ) e porta appropriatamente il nome scientifico di Elaphe Longissima. Ha abitudini diurne e preferisce zone con ricca copertura arborea o arbustiva, dove, essendo un ottimo arrampicatore ricerca nidiacei di uccelli, le sue prede preferite insieme ai micromammiferi. Come tutti i serpenti nostrani il Colubro d'Esculapio si nutre esclusivamente di prede vive, che, se di taglia piccola vengono direttamente ingerite, mentre se sono più grosse e combattive, non essendo il Saettone un avvelenatore, vengono strette nelle spire del serpente che subito inizia ad ingoiarle dalla testa. I serpenti possono normalmente ingerire prede enormi rispetto alle dimensioni della loro testa grazie alla possiblità di disarticolare le ossa della mandibola da quelle del cranio, permettendo così una dilatazione enorme della bocca; a questo punto le due file di denti mascellari vengono alternativamente portate in avanti e la preda avanza verso lo stomaco. Anche la pelle del serpente è estremamente dilatabile e per un po' di tempo anomali gonfiori del suo corpo ci indicano un pasto recente. L'ingestione della preda è spesso lunga e laboriosa e in questo periodo il serpente è meno vigile e può essere sorpreso da predatori o ... fotografi fortunati! La digestione può durare per diversi giorni nei quali il serpente è intorpidito e si deve esporre maggiormente al sole per aumentare la temperatura corporea (al fine di velocizzare la digestione)ed è quindi più vulnerabile. I serpenti sono animali che consumano poco: si stima che possano essere sufficienti una ventina di prede all'anno, ma anche annate di carestia sono ben superate da esemplari sani, potendo questi rettili digiunare per diversi mesi.

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