n documento scritto nel 1141 diceva che
la chiesa di
San Pietro in Carpignano
apparteneva al monastero di San Pietro di
Castelletto che era legato all'ordine di
Cluny.
Questo documento stabiliva che San Pietro di Carpignano
doveva
pagare una tassa di tre soldi di vecchia moneta milanese
per
ottenere la protezione del Papa e per potersi eleggere
il proprio abate.
San Pietro di Castelletto
controllava
gran
parte della vita economica e religiosa di Carpignano.
Il priore di Castelletto poteva nominare i sacerdoti
delle
chiese che dipendevano da lui. Questi dovevano, poi,
presentarsi
al vescovo perché solo con il suo riconoscimento
potevano
"curare le anime".
Dal priore di San Pietro di
Castelletto
dipendevano anche altre chiese del luogo: Santa Maria de
Olgieto e Sant'Agata de Messa. Entrambe le chiese si
trovavano lungo vie di comunicazione molto importanti:
Santa Maria si trovava lungo la Biandrina che da
Biandrate
raggiungeva Romagnano e il Monte Rosa; la chiesa di
Sant'Agata
si trovava sulla strada che univa Carpignano ai guadi
della
Sesia, verso Vercelli e San Pietro di Castelletto.
Il monastero di Castelletto entrò presto
in crisi:
già nel 1095 si chiese di rimuovere il
priore che
a causa della sua ferocia aveva alimentato discordie e
l'allontanamento dei fedeli;
nel secolo successivo le
guerre, che si combattevano quasi incessantemente,
avevano
ridotto il monastero in condizioni disastrose;
alla cattiva
amministrazione economica del priore era seguita
l'ipoteca
di tutti i territori di Castelletto.
Anche San Pietro di
Carpignano, che dipendeva da Castelletto, aveva
seguito la
stessa crisi.
Solo nel 1245 al monastero di Castelletto, e di
conseguenza anche a Carpignano, vennero destinate delle
somme
di denaro per i monaci e degli aiuti alimentari per
i poveri del villaggio.
Nel 1328 il priore e i monaci di
Castelletto
preoccupati dalle guerre in corso si trasferirono a
S. Pietro
di Carpignano poiché questi edifici erano stati
costruiti
all'interno del castrum e quindi erano più
sicuri e meglio difesi.
A questo scopo vennero restaurati gli edifici
religiosi e nel 1330 vennero spesi più di
200 fiorini.
Dopo alcuni anni di relativa tranquillità,
la situazione
peggiorò ancora a causa delle guerre per
il possesso
del territorio novarese. Le cronache di quel tempo
raccontano
che il castello di Carpignano venne distrutto ma
gli edifici
del monastero vennero risparmiati.
Questo
avvenimento, assieme
alle epidemie che avevano decimato la popolazione,
aveva iniziato
la definitiva decadenza del monastero.