ome conseguenza della grave crisi economico-sociale, che interessò l'Impero Romano d'Occidente nel IV secolo d.C., si ebbe l'abbandono delle campagne.
I latifondi, grandi proprietà che appartenevano ad un solo padrone, si allargarono sempre più.
I potenti tendevano ad abbandonare le città a causa della diminuzione dei commerci e delle industrie rifugiandosi in campagna.
Nei loro terreni fortificavano le proprie abitazioni e si circondavano di uomini armati per difendersi dai rapinatori.
I proprietari più piccoli rinunciavano alla propria libertà per mettersi al servizio dei più potenti. Questi a loro volta cominciavano a comportarsi come "signorotti" locali.
La " villa" si divideva così in due parti: la pars "massaricia" coltivata da massari o coloni e la pars "dominica" del signore.
Quest'ultima era sotto il controllo del padrone che lì aveva anche la sua abitazione. In questa parte della "villa" si trovavano anche i servizi dell'azienda agricola: il mulino, il forno, il frantoio, indispensabile per la spremitura, la cantina, i laboratori degli artigiani: ad esempio il fabbro e il falegname.
I lavori erano svolti dai servi in cambio della casa e di piccoli terreni; così si provvedeva al funzionamento dell'azienda.
Essi non erano schiavi, ma in cambio della protezione del padrone dovevano a lui rispetto e obbedienza. Non avevano libertà e diritti, non potevano fare nulla senza il permesso del padrone, nemmeno spostarsi.
L'altra parte dell'azienda era divisa in lotti di terreno, detti "mansi", che il proprietario affittava alle famiglie contadine.
Per l'uso della terra e della casa i contadini pagavano con prodotti della natura o con denaro e si impegnavano a prestare un certo numero di giornate lavorative nella parte signorile.
A differenza dei servi essi erano liberi ma, sotto l'autorità del signore dovevano pagare tasse e, obbligatoriamente, svolgere dei lavori nella parte signorile dell'azienda.
Per concludere, possiamo dire che ogni villa era un piccolo mondo autosufficiente, in cui si produceva tutto il necessario alla vita: dal cibo ricavato dall'agricoltura, dall'allevamento, dalla pesca e dalla caccia, al vestiario fatto di stoffe tessute con lana delle greggi e persino agli attrezzi fabbricati da servi-artigiani addetti ai vari mestieri.