I BAMBINI RACCONTANO

 

Classe 5a A

Computermania o computermagia?

 Per quattro settimane,da metà febbraio a metà marzo, noi della 5a A, abbiamo seguito un corso di informatica tenuto da due studenti dell’ultimo anno dell’Itis Omar. Stefano e Andrea, così si chiamavano i due ragazzi, sono stati simpatici, soprattutto non noiosi come alcuni insegnanti, e ci hanno stupito per come erano veloci quando dovevano correggere o scrivere qualcosa. Andrea e Stefano sono stati anche pazienti e ci hanno preparato pure un cartellone con quasi tutti i tasti del computer per non farci dimenticare a cosa servissero.

Le maestre ci hanno diviso in due gruppi e al martedì pomeriggio, un gruppo alla volta, andavamo nell’aula computer per imparare ad usare alcuni programmi: Paint, WordPad, Word. Alcuni di noi, per esempio Chiara, Fabrizio, Riccardo, Vanessa, Pierluigi, Enza, Valentina, Andrea B. e qualcun altro , hanno il computer e lo usano già, soprattutto per giocare,quindi n on erano molto entusiasti dell’iniziativa perché pensavano di sapere già tutto; 

altri, che non ne sapevano niente, pensavano che fosse difficile e noioso; alcuni infine avevano paura di non capire niente. A rendere poi la cosa ancora meno entusiasmante c’era il fatto che per fare il corso dovevamo rinunciare ad un’ora di ginnastica. Tuttavia, adesso che il corso è terminato siamo tutti d’accordo nel dire che è stata una bella esperienza, anche divertente, che avremmo voluto prolungare.

Il programma più bello per tutti è stato Paint, con il quale abbiamo imparato che si può disegnare e colorare. Abbiamo fatto tutti un disegno e quelli di Chiara e Michele sono risultati i più belli. Da quel momento anche a Michele, che era uno di quelli meno entusiasti, è cominciato a piacere il corso di computer.

Dopo nelle lezioni successive abbiamo imparato ad usare Word Pad e Word per scrivere, scrivere a colori e costruire tabelle per trovare l’area e il perimetro di alcune forme geometriche.

Nell’ultima lezione i nostri “insegnanti” ci hanno fatto disegnare delle uova di Pasqua: Michele e Andrea B. hanno voluto disegnare le uova con i colori delle squadre di calcio, ma sul foglio stampato l’uovo dell'Inter è stato tagliato a metà: evidentemente il computer non tifa Inter.

Adesso tutti speriamo che alle medie possiamo continuare ad imparare ad usare il computer ed inoltre ci piacerebbe dare un suggerimento: visto che è stato divertente avere dei ragazzi più grandi come insegnanti, sarebbe bello che questa esperienza potesse essere fatta anche con i ragazzi delle altre scuole superiori, per le altre materie.

   

 

Classe 5a B

Cento strade per giocare

 

   Domenica sette aprile noi della classe 5°B ci siamo aspettati alle ore 14.45 al parchetto di via Prestinari per partecipare a "Cento strade per giocare".                                            

Al parchetto si sono incontrati anche i bambini di altre classi della Scuola Buscaglia, della Giovanni XXIII e i piccoli dell’ultimo anno della materna di via Fara e del Sabbione.

"Cento strade per giocare" è un’ iniziativa per noi ragazzi:  possiamo giocare e divertirci nelle strade cittadine che vengono chiuse al traffico per alcune ore.

La strada in cui abbiamo giocato era il tratto di via Fara compresa tra via Prestinari e via Mantova.

La maestra ci ha chiamati e ci siamo recati all’ultimo degli otto punti- gioco cioè il "lago".

Gli altri punti- gioco erano: la casa, il cielo, la campagna, il mare, il deserto, il polo nord e la montagna.

In ogni punto- gioco c’era un’animatrice che spiegava cosa dovevamo fare.

Lì noi e la 5aA ci siamo divisi in squadre: femmine (cigni), maschi (trote) e ogni squadra doveva riempire una bottiglia (una per ogni bambino) prendendo l’acqua da un secchio con un cucchiaio e travasandola nella bottiglia.

Tutta l’acqua di una squadra veniva versata e misurata in una brocca.

Il primo gioco è stato vinto dai cigni! Anche se per poco!

Di corsa, siamo andati al primo punto- gioco, cioè quello della "casa".

Lì ci siamo divisi in gruppi da tre: "inquilino", "il muro destro" e "il sinistro".

Il bambino che restava solo dava i comandi per gli spostamenti.

Il quarto comando era " terremoto " dove tutti dovevano cambiare compagno.

Il terzo punto gioco era il " cielo " e corrispondeva al gioco dello

" Sparviero".

L’ animatrice che stava sul lato opposto al nostro chiedeva: - Chi ha paura dello sparviero?

Noi rispondevamo: - Nessuno! – e poi ci scambiavamo di posto. Mentre stavamo giocando cominciava a piovigginare, ma noi non ci siamo persi d’animo. Ci siamo diretti al punto -gioco numero 3, "la campagna" corrispondente al gioco "gatto-topo". Il gioco funziona così: c’erano 4 file formate da 3 bambini che dovevano tenere le braccia aperte toccandosi la punta delle dita, al comando "cambio" facevamo 1\4 di giro su noi stessi e i corridoi da orizzontali diventavano verticali. Due bambini restavano fuori facendo uno il gatto e l’altro il topo, al topo veniva dato un vantaggio per scappare. Finito questo gioco siamo andati al punto 4, cioè il mare che era "squali e pesci", dove 2 bambini facevano gli squali , gli altri erano pesci che  ballavano quando c’ era la musica ,

 mentre quando non c’era gli squali prendevano i pesci, che potevano rifugiarsi nell’isola. I pesci che venivano presi diventavano anch’essi squali, vinceva la squadra a cui rimanevano più pesci.

Purtroppo non abbiamo finito il gioco perché s’è messo a piovere.

Il gioco più bello è stato lo "Sparviero".

Erano le 16.45 quando ci siamo salutati per tornare a casa.

E’ stata una bella giornata peccato che abbia piovuto!

Noi tutti abbiamo pensato un po’ e abbiamo una proposta da fare: ci piacerebbe che tutte le volte che ci sono le domeniche ecologiche, nelle strade chiuse al traffico si organizzassero manifestazioni come "Cento strade per giocare" dove noi ragazzi possiamo stare insieme e divertirci tanto!

 

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