Civetta

Nelle prime notti primaverili, quando la natura comincia lentamente a svegliarsi dopo il lungo inverno, nel folto della foresta, ancora in gran parte ammantata dalla neve, poco dopo l'imbrunire o poco prima dell'alba, un suono funereo echeggia fra le fronde: semplici strofe fatte di brevi suoni ripetuti in serie ed intervallati da silenzi (hu-hu-hu-hu...).
E' il richiamo della civetta, (piccolo rapace notturno dalle abitudini silvane ), a tradire la presenza di un maschio alla ricerca della compagna o di una coppia aquartierata intenta in un duetto canoro.
Il periodo riproduttivo inizia a primavera, ma varia a seconda della latitudine, dell'abbondanza di cibo disponibile e del grado di innevamento.
Il tutto ha inizio con la formazione delle coppie, il cui legame dura solo un anno, e con una fase di parata e di corteggiamento che perdura per circa un mese. Successivamente la femmina depone, nella cavitÓ naturale o artificiale scelta come nido, da 2 ad 8 uova che cova per 26-30 giorni.
Oltre alle cavitÓ scavate dal picchio nero, sono utilizzati per la deposizione anche vecchi nidi di picchi di minori dimensioni (picchio verde, picchio rosso maggiore ecc.) o cavitÓ naturali di malghe o fienili.
A schiusa avvenuta, la femmina si occupa dell'allevamento dei pulcini per 3-4 settimane. In questo periodo abbandona raramente la nidata ed Ŕ il maschio che provvede a procurare il cibo a tutta la famiglia. Solo verso la terza settimana di etÓ dei piccoli, la madre esce dal nido per aiutare il maschio nella caccia; da questo momento gli adulti non entrano pi¨ nel nido e si limitano a porgere le prede ai piccoli dall'apertura.
L'involo avviene a circa un mese dalla schiusa ed i giovani vengono nutriti dai genitori per ancora un altro mese prima di diventare indipendenti.
Una tecnica di caccia.
La civetta si lancia con pochi ma vigorosi battiti d'ala, la testa all'indientro e le zampe protese in avanti. La vittima viene afferrata con gli artigli e uccisa con una vigorosa beccata sulla testa. La caccia in assenza di luce Ŕ consentita grazie ad una capacitÓ uditiva straordinaria: la civetta Ŕ infatti in grado di localizzare un topo ad oltre 20 metri di distanza ed a percepire i rumori sino a 60 metri.
Molte persone un po' ignoranti e supestiziose credono che le civette portino sfortuna. Questa cattiva fama deriva dalla voce un po' troppo stridula di questi uccelli, che talvolta sembra un lamento o una risatina beffarda, nonchŔ dal fatto che sono attive soprattutto di notte e quindi vengono associate all'idea delle tenebre e alla paura del buio. Le civette non portano affatto sfortuna e in certi casi possono rivelarsi utili, come in agricoltura,data la loro abitudine di nutrirsi dei roditori che danneggiano i raccolti.

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