Tra i mammiferi vi è un abile predatore che non disdegna vivere a sretto contatto
con l'uomo nei
villaggi rurali e talvolta anche nelle città. E' la Faina (Martes foina), un mustelide privo di
specializzazione e quindi in grado di adattarsi alle più svariate situazioni dimostrando una
ecletticità superiore alla volpe stessa. La grande adattabilità della faina soprattutto
ai luoghi
antropizzati, costituisce come una marcia in più rispetto agli altri carnivori.
Le dimensioni della faina sono all'incirca quelle di un gatto, ma possiede zampe corte e coda
folta, collo lungo, orecchie basse e tonde, occhi di colore nero. Elegante per forma ed abito, la
faina lo è soprattutto nei movimenti. Anche nell'incontro più fugace colpisce subito per la sua
scioltezza ed agilità.
Essa procede sempre a balzi generalmente piccoli e veloci con i piedi paralleli,
mentre il tronco
flessuoso segue questo andamento. Di fronte ad una situazione imprevista o
per sporgere dall'erba alta, la faina
interrompe la sua corsa ed assume la posizione eretta con le zampe anteriori penzoloni.
L'alimentazione della faina varia in base all'habitat ed alla stagione. Pur essendo un abile
predatore non disdegna i più svariati tipi di frutta domestica o selvatica; gli
animali morti integrano la sua dieta.
L'attività predatoria vera e
propria della faina è rivolta ad una vasta gamma di vertebrati, ma le prede più tipiche sono i
roditori: arvicole, topi selvatici e ghiri in ambienti naturali; ratti e topi domestici
negli ambienti
antropizzati. Occasionalmente aggredisce uccelli nel sonno, come colombi in vecchi edifici o
storni sui grandi alberi-dormitorio. A questi si aggiungono, nella bella stagione, le uova e i
nidiacei che riesce a localizzare. |
Ben conosciuta per l'abitudine di razziare i pollai, l'elegante predona si è attirata l'odio più
accanito tra la gente di campagna. I modi con cui viene combattuta sono generalmente tanto cruenti
quanto inadeguati ed illegali. In molti casi basterebbe aggiungere un paio di oche agli animali da
cortile per scoraggiare la più accanita saccheggiatrice.
Oltralpe la faina è ritenuta un pericolo non tanto per il pollame quanto per le automobili!
Pare
infatti che vi siano esemplari invogliati a rosicchiare le parti morbide delle vetture e molte
faine di centri abitati vengono trappolate e portate lontano dai guardiacaccia per evitare tali
inconvenienti. Gli antichi romani invece addomesticavano le faine tenendole nelle case e nei
cortili come valido aiuto nella lotta ai roditori.
Pochi sono i nemici naturali realmente temuti dalla faina. Dov'è presente, il più temibile è
il gufo reale. Le faine di zone montane, che al mattino tardano a rintanare,
sono facile preda
dell'aquila reale, come testimoniato dai frequenti resti trovati nei nidi.
Il nemico principale è naturalmente l'uomo non tanto l'agricoltore, timoroso per il
suo pollaio quanto
l' automobilista che, nella sua indifferente corsa, trovolge un numero sproporzionato
di animali
tra cui numerose faine.
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