Sono molte le specie di Quercia in
Italia, alcune con foglie caduche come il Rovere, la Roverella, la Farnia, il
Cerro, altre con foglie sempreverdi come il Leccio e la Quercia da
sughero.

Sin dagli albori dell'umanità la Quercia ha assunto un ruolo
di primo piano nella vita della comunità ed il culto di questo albero era
praticato da molti popoli. Esso è frequentemente citato nella Bibbia,
mentre i Greci ed i Romani identificavano nella Quercia il sommo dio Giove,
la divinità della pioggia e del fulmine.
Lo stormire delle foglie di
Quercia faceva parte del misterioso linguaggio degli oracoli e molti
villaggi, anche in epoche recenti, avevano la loro Quercia protettrice
della comunità.
Nel Medioevo il culto di quest'albero si è attenuato,
mentre, parallelamente, si è dato il via a massicci abbattimenti per
utilizzare l'ottimo legname, impiegato in maniera particolare nelle
costruzioni navali e nelle opere di fortificazione.
Il Rovere è una
pianta che può raggiungere grandi dimensioni, con portamento maestoso
specie nei soggetti isolati.
E' un albero longevo che può raggiungere
bene 1000 anni di vita. In Danimarca, dove fino al XVI secolo esistevano grandi
foreste di querce, vi sono tuttora esemplari di 1500 anni di età.
Le
foglie di Rovere, molto consistenti, hanno il margine ampiamente lobato (cioè arrotondato
come il lobo dell'orecchio).
Il frutto è la notissima ghianda, molto
appetita dai suini. In alcune incisioni del 1400 e 1500 sono appunto
rappresentate mandrie di maiali che cercano ghiande sotto grandi piante di
Quercia.
Il legno, ancora oggi pregiatissimo trova una vasta gamma di
impieghi: traversine ferroviarie, doghe delle botti, listelli per
palchetti, mobili di pregio. Ed è pure un ottimo combustibile. Dalla corteccia
si ricavano sostanze usate per la concia delle pelli.
Ora in
Italia sono frequenti altre querce introdotte dall'America, per lo più
appartenenti al gruppo delle cosiddette "Querce rosse" perchè il loro
fogliame assume in Autunno colorazioni rosse.