Tamaro


Lonicera Caprifolium

Fusaggine

Rosa Canina


Ligustro


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Biancospino


Crespino


Ginestra






Fusaggine

La Fusaggine Ŕ un arbusto noto e impiegato dall'uomo da moltissimo tempo. E', ed era, impossibile non essere attratti dai colori brillanti e dalla forma dei suoi semi. Questi in autunno, rallegrano e decorano le siepi e il bosco in modo pi¨ piacevole che non con la fioritura primaverile. I fiori sono piccoli, disposti a mazzetti, bianco verdastri con quattro petali pochissimo appariscenti. Le foglie sono opposte, intere, appuntite. Il fusto e i rami sono verdi con costole scure. Queste sono disposte longitudinalmente e danno la sensazione che i rami non siano cilindrici ma quadrati. Il legno Ŕ giallastro, duro, molto elastico. I frutti hanno la forma di una berretta da prete, sono di colore rosso-aranciato e, a maturazione, si aprono lasciando cadere i semi giallo-rosati.
La durezza e la compattezza del legno, ma soprattutto la sua elasticitÓ, lo hanno reso utile nella fabbricazione di piccoli oggetti di uso casalingo, come ad esempio i "FUSI" impiegati per filare la lana. Quest'uso Ŕ stato determinante per l'attribuzione del nome volgare.
Il legno, grazie alla sua elasticitÓ venne impiegato per la fabbricazione degli archi fino al Medioevo e successivamente carbonizzato fu uno dei costituenti base della polvere da sparo conosciuta come "POLVERE nera". Ancora oggi alcuni carboncini sono fatti con legno di Fusaggine carbonizzato in vasi ermetici in assenza di aria.

La corteccia e le foglie sono state usate come purganti, ma la loro azione Ŕ talmente violenta che i danni sono maggiori dei benefici. I frutti hanno le stesse proprietÓ, ma contengono anche un principio tossico per cui, possono causare avvelenamenti anche mortali. I semi essicati e ridotti in polvere sono antiparassitari adatti a combattere acari e pidocchi del capo. Questa polvere veniva impiegata frizionando a secco la testa.

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