I DUE RICCI E LA PERVINCA


C'erano una volta, nel bosco dei Preti, vicino ad una tenera pervinca, due entrate che portavano nella tana dove viveva un riccio di nome Puntalunga. Un giorno uscì di casa e incontrò un suo amico riccio di nome Ciccio Pasticcio. Puntalunga gli chiese cosa stava facendo e lui rispose: - Stavo venendo a trovarti, ma ho bucato la ruota della macchina, allora ho proseguito a piedi.-
Ciccio Pasticcio attaccò con uno dei suoi discorsi e alla fine esclamò: - Oh, quasi dimenticavo........... Vuoi venire da me a cena ? Sai, sono un bravo cuoco e preparo degli ottimi dolcetti, ne ho appena infornati una decina; è per questo che mi hanno chiamato Ciccio Pasticcio-. Puntalunga arrivò a casa dell'amico alle 20,00 e appena entrò rimase a bocca aperta perché vide una tavola ben imbandita con tanti dolci invitanti. Dopo molto tempo, mentre Puntalunga dormiva profondamente sulla sedia a dondolo, Ciccio Pasticcio, che aveva bevuto troppo, si era steso sul divano singhiozzando a "crepapelle". L'indomani i due amici uscirono di casa per andare a cercare cibo e, avviandosi, trovarono una pervinca e chiacchierarono a lungo con lei. Così fecero amicizia. I tre amici non si divisero mai più perché scoprirono di avere molte cose in comune e si sentirono legati da profondo affetto. La pervinca, che era una poetessa, disse : - Che la luce dei fiori illumini sempre la strada della nostra amicizia -. E così fu perchè, anche di fronte alle inevitabili difficoltà della vita, si aiutarono sempre donando anche agli altri il calore della loro bella amicizia.





IL riccio psicopatico


C'era una volta un riccio psicopatico che si credeva forte come un leone. Lo raccontava a tutti ma nessuno voleva credergli. Un giorno decise di iscriversi a una gara di box, e così fece. Arrivato il momento tanto atteso si precipitò sul ring e cominciò a riscaldarsi. Per fortuna arrivò in finale e dovette scontrarsi con la volpe. Aveva molta paura: la volpe infatti furbissima lo pestò ben bene ma poi cadde a terra. Il riccio infatti aveva gli aculei molto appuntiti che si conficcarono nelle sue tenere zampe. Il riccio contentissimo ritirò il premio della vittoria e se ne andò a casa soddisfatto. Anche la volpe tornò a casa ma a bocca asciutta, piena di vergogna e senza nessun premio.
La vita riserva sempre delle sorprese.......teniamoci pronti.....
alleniamoci...per affrontarle...





LE FARFALLE INNAMORATE


C'era una volta una farfalla a cui piaceva molto volare e lo faceva tutti i giorni con grande gioia. Quando il tempo era brutto era triste, invece, quando era bello volava felice e leggera sui prati fioriti. Un giorno incontrò molte altre farfalle variopinte e riconobbe tra queste la sua amica d'infanzia. Si fermarono a parlare all'ombra di un tenero e profumato caprifoglio ricordando le avventure dei tempi passati. Dopo mezz'ora scoppiò un forte temporale. Le due amiche si rifugiarono velocemente in una grotta e aspettarono che tutto finisse. Dopo un'ora finalmente il temporale cessò e così poterono uscire dalla grotta. Guardarono il cielo e riapparve subito il sole: il paesaggio era stupendo e l'aria era fresca e più leggera. Un minuto dopo uscirono da un'altra grotta anche le altre farfalle. Le due amiche si unirono al gruppo, trovarono dei fidanzati con i quali vissero felici e contente per il breve tempo della loro vita.





LA POIANA FULMINE


C'era una volta, nel Bosco dei Preti di Carpignano Sesia, una poiana di nome Fulmine che credeva di essere la più brava cacciatrice di questo bosco...e non solo...
Ogni giorno le altre poiane la rimproveravano dicendole che non era lei la più brava, ma non potevano mai dimostrarlo perché, in effetti chi l'affrontava veniva sempre sconfitta. Intanto gli animali che erano le sue prede, si preoccupavano di cacciarla via da quel posto. Una minilepre propose di chiedere allo scoiattolo Salterino, che sapeva saltare da un ramo all'altro ad una velocità impressionante di saltarle addosso, catturarla, e poi legarla con l'edera. Invece un pettirosso propose, per aiutare lo scoiattolo Salterino, di chiamare la farfalla Esmeralda che doveva attirare Fulmine nel campo delle viole e delle primule, dove su una quercia rossa Salterino era in agguato. Un topo propose di chiamare il picchio rosso e il suo aiutante cardellino. Il picchio rosso infatti, battendo il becco sull'albero, poteva dare il segnale d'attacco allo scoiattolo Salterino mentre il cardellino poteva stordire Fulmine aiutandosi anche con il suo canto ipnotico.
Dopo pochi giorni ci fu l'agguato e le prede vinsero.
Fulmine scappò via e nel bosco ritornò la pace tanto sospirata.





Il salvataggio


Un giorno, mentre il Germano reale camminava lungo il laghetto, incominciò a piovere. Allora volò via, ma un fulmine lo colpì ad un' ala e non riuscì più a volare. Strisciando e sopportando atroci sofferenze, finalmente trovo riparò. Ora non sarebbe più riuscito a volare e nemmeno a cercare cibo. Rimase in quel posto per ben tre giorni fino a quando il vigile Antonio lo trovò e lo portò in paese dal veterinario per curargli l'ala. Il veterinario purtroppo gli disse che, in quelle condizioni, non sapeva se sarebbe riuscito a salvarlo. Quando finì la medicazione il veterinario comunicò al vigile Antonio: - Il Germano reale è salvo, ma per rimettersi in forma ci vorranno ancora due o tre giorni-. Dopo tre giorni, per fortuna, il Germano reale fu di nuovo in forma e ritornò a passeggiare nel Bosco dei Preti grazie all'intervento del vigile e alle cure del veterinario.





I TRE AMICI


C'era una volta, nel Bosco dei Preti un riccio che si chiamava Ciccio e viveva ai piedi della grande quercia. Salendo sull'albero si trovava invece un piccolo buco dove viveva uno scoiattolo di nome Nocciolino, ( era ghiottissimo di nocciole ). Ancora più in alto si trovava la casa di un bel picchio verde che si chiamava Piuma Verde. Ciccio conosceva Nocciolino. Un giorno dal nido di Nocciolino cadde una nocciola. Mentre Nocciolino scendeva per andare a prenderla vide Ciccio, si sporse per salutarlo ma perse l'equilibrio. Stava per cadere sugli aculei appuntiti di Ciccio quando, per fortuna, arrivò Piuma Verde che lo portò in salvo. Arrivato a terra Nocciolino ringraziò l'amico picchio per averlo salvato e gli chiese dove abitava. Piuma Verde rispose che abitava proprio sopra la sua tana. E così diventarono amici. Un bel giorno di Primavera Nocciolino propose di andare a vedere cosa c'era in cima all'albero. Ma c'era un problema: come faceva a salire Ciccio? I tre ci pensarono su e alla fine Piuma Verde esclamò: -Ci sono! Costuiamo una mongolfiera-.
Nocciolino chiese: -Ma come facciamo?-. Piuma Verde continuò: -Ci servono delle foglie, della resina e dei pezzi di legno-. -Bene, mettiamoci al lavoro!- Disse Ciccio molto felice.
Nocciolino si occupò della resina, Piuma Verde delle foglie e Ciccio del legno. Dopo un paio d'ore la mongolfiera fu pronta. Ciccio molto felice salì subito, Piuma Verde si avviò in volo mentre Nocciolino si arrampicò. Arrivati in cima all'albero Ciccio non vedendo il panorama disse:- Ehi, abbiamo fatto tutta questa strada per niente?!?-. Piuma Verde esclamò: -Non è vero! Guarda che bel panorama sciocchino!- Nocciolino annuì. Restarono lì fino al tramonto per contemplare insieme la bellezza del cielo infuocato in quel paesaggio da sogno. Quando incominciò a fare buio scesero dall'albero e decisero di andare a cena insieme vicino al Sesia, al ristorante di nome " PRIMAVERA ". Nocciolino iniziò il pasto ordinando "noccioline in brodo", Ciccio "pasta cerealizzata" e Piuma Verde "formiche rosse". Si fermarono al secondo e poi passarono subito al dolce. Nocciolino disse: -E' buonissimo!-. Ciccio e Piuma Verde ovviamente gli diedero ragione. Poi andarono a dormire.
Il giorno dopo Nocciolino chiamò Piuma Verde con il "nocciotelefono" per chiedergli se voleva risalire sulla chioma della grande quercia e da lì saltare sull'albero vicino. Piuma Verde eccitato dalla proposta rispose di si.
E.... Ciccio che fine aveva fatto?!? Era rimasto a casa a preparare la festa per il suo compleanno che si sarebbe svolto alle 15,00.
Verso le 14,00 Nocciolino e Piuma Verde salirono sulla chioma del loro albero e da lì saltarono su quello accanto. Piuma Verde si ricordò che alle 15,00 c'era il compleanno di Ciccio, allora andarono a prendergli un regalo. Quando tornarono a casa con quella bellissima sorpresa ( un sopraculei di puro cuoio) Ciccio li ringraziò.
E tutti vissero felici e contenti.







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