Da gennaio a primavera inoltrata molti tronchi d'albero morti e grossi rami secchi risuonano dei tambureggiamenti territoriali del picchio rosso maggiore.


Picchio rosso maggiore

Dotato di un becco dritto e duro a forma di scalpello e di zampe corte e robuste, con unghie incurvate per agganciarsi su superfici legnose l'evoluzione l'ha dotato di un'ossatura del capo particolarmente robusta, in modo da sostenere la violenza dei colpi e di una struttura elastica, tra il becco ed il cranio, che funge da ammortizzatore; inoltre pu contare su una lingua fortemente estensibile e con piccoli uncini per raggiungere le prede nelle loro gallerie e trattenerle durante il movimento di ritorno. La coda, composta da penne rigide, provviste di setole speciali che sotto la pressione del corpo si divaricano, lo dota di un ulteriore punto d'appoggio.

Picchio verde

Nel repertorio canoro del picchio vi un forte e breve "kik" ripetuto ed alternato a pause che vengono a mancare in caso di allarme.
Varie sono le fonti alimentari del picchio, a seconda della stagione, del luogo e della specializzazione individuale.
Sebbene sia strutturato per l'estrazione d'insetti xilofagi, adopera spesso la forza e la precisione dei suoi colpi di becco per frantumare gusci di noce e nocciole, estrarre pinoli strobili di conifere...
Il picchio trasporta il materiale da lavorare in "fucine", come parti di tronco con spaccature magari precedentemente lavorate, o cortecce con molte fessure dove incastrare la frutta secca. Tigli, Olmi, Querce ed altri alberi possono essere incisi con una serie di buchi ad anello allo scopo di favorire l'emissione della linfa di cui ghiotto.



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