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| Anfibi: La raganella |
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Il ramarro è uno splendido e fiero rettile delle nostre campagne. La testa del maschio è particolarmente imponente e la livrea dorsale, benchè nel complesso mimetica, può avere tinte piuttosto brillanti. Generalmente la maggior parte delle squame di un maschio adulto è di colore verde scuro; a queste si mescolano squame di color verde chiaro, giallo o nero o bianco, la cui distribuzione può determinare livree e disegni molto diversificati da un individuo all'altro. Ancora più variabile è la colorazione femminile che può avere una predominanza di squame brune; è inoltre comune riscontrare in esse una fase con doppia o quadrupla striatura laterodorsale, tipica anche dell'abito giovanile. ![]() foto da Piemonte Parchi
Sia nel maschio che nella femmina, la coda è verde o bruna, il ventre di un giallo vivo,
spesso esteso ai fianchi e alle zampe; ma le tinte più spettacolari sono quelle della gola
e del capo del maschio in veste nuziale, allorchè molti individui si tingono di un bel blu carico.
Questi sauri non sono troppo esigenti nella scelta dell'abitat purchè vi sia una sufficiente insolazione.
Sono amanti delle zone cespugliate, amano aree con
rose canine, rovi e ginestre. I ramarri trascorrono la cattiva stagione in una latenza generalmente
più profonda rispetto alla lucertola mostrandosi solo molto occasionalmente allo scoperto nelle
più miti giornate invernali. Gli accoppiamenti hanno inizio con le prime giornate veramente
calde di primavera. Nel corso dell'estate, la femmina depone a più riprese da 5 a 23 uova che sotterra
in un luogo con umidità ottimale. Le uova si schiudono dopo 5/9 settimane. I piccoli si nutrono
di piccoli invertebrati, ma a loro volta sono ricercati da un vasto numero di predatori:
mammiferi,
uccelli e rettili, compresi gli adulti della stessa specie. |
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