Tamaro


Lonicera Caprifolium

Fusaggine

Rosa Canina


Ligustro


Solanum Dulcamara


Biancospino


Crespino


Ginestra




Rosa canina



La rosa di macchia che cresce spontanea formando siepi e cespugli, si chiama "canina" perchè anticamente se ne usava la radice per curare la rabbia contratta col morso dei cani. E'conosciutissima da tutti i ragazzi di campagna che chiamano con l'espressivo appellativo di "grattaculi" i ricettacoli dei fiori (cinorrodi) contenenti i semi ricoperti di peli irritanti che, gettati tra camicia e pelle dei compagni di gioco, danno origine ad irrefrenabili pruriti. Le spine di questa rosa sono ricurve verso il suolo e da questo fatto ha tratto origine una leggenda.
Si racconta che il diavolo, cacciato dal cielo, cercò di risalirvi facendosi scala con le spine di questa pianta allora perfettamente diritte. Il Signore intervenne impedendo alla rosa canina di salire in alto, ma obbligandola ad allargarsi a cespuglio. Il diavolo, irritato, piegò per dispetto la punta delle spine verso il basso. Esiste anche un roseto di questa pianta privo di spine ed è quello di Assisi nel quale si rotolò per penitenza e mortificazione San Francesco: le piante in segno di venerazione lasciarono cadere i loro aculei.
Per gli impieghi medicamentosi ed alimentari vengono impiegati prevalentemente i frutti, che vanno raccolti solamente dopo che hanno sentito la stretta del gelo, quando divengono polposi. Sono ricchissimi di vitamina C e sin dall'epoca di Ippocrate erano impiegati per la cura della tubercolosi. La conserva di cinorridi viene oggi impiegata come coadiuvante vitaminico per aumentare le difese dell'organismo nel caso di malattie infettive o di influenze, mentre il loro infuso è efficace come astringente e come diuretico. La gelatina, ottenuta per bollitura e successiva spremitura dei frutti mediante torsione in una tela fine, è veramente prelibata.
Con i fiori della rosa canina si aromatizzava l'aceto da impiegarsi contro le convulsioni.


Galla su rosa canina
di
Diplolepis Rosae (insetto)

Chi frequenta solitamente il bosco o chi è abituato ad osservare le piante un po' più attentamente nei minimi particolari, avrà notato che su molte di esse spesso compaiono alcune escrescenze particolari per lo più simili a frutti o dall'aspetto assai bizzarro.
Che cosa sono? Sono le galle, esse si formano su svariati tipi di piante, erbacee ed arboree e vengono prodotte da insetti
Questi insetti, molto numerosi (pare infatti che non esista pianta che non sia infestata da organismi galligeni), hanno bisogno delle piante per portare a termine il loro ciclo biologico, ed essendo strettamente legati ad esse, da soli non sarebbero assolutamente in grado di vivere e riprodursi.
La galla si forma per reazione ad una sostanza chimica (ormone simile all'auxina) elaborata dall' insetto stesso. Le femmine di questi insetti, depongono le uova all'interno del tessuto della pianta (foglie, rami, frutti, infiorescenze, radici) lasciando poi a quest'ultima il compito di "ALLEVARE la prole". Dal momento in cui l' ormone è presente nel tessuto, la pianta comincia a lavorare creando la galla intorno all' organismo estraneo che, all' interno, si ritrova nutrito e protetto dai rigori della stagione fredda, fino a quando una volta adulto e completamente trasformato creerà un varco per raggiungere il mondo esterno.


Rosa multiflora

Questa rosa sta infestando il nostro bosco
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