Da "PROSE GIORNALISTICHE"
(Napoli, 1878)
di Vincenzo Padula.

Vincenzo Padula, poeta e prosatore di Cosenza, visse dal 1819 al 1893.
Tra l'altro scrisse articoli sulle condizioni sociali e sulla storia della Calabria, che raccolse nel libro "Prose giornalistiche"- Napoli 1878.
Il brano che segue ben delinea l'effettiva situazione dei contadini nel Sud Italia.
"La classe pių numerosa e pių miserabile č quella dei braccianti.
Fino ad otto anni il fanciullo calabrese va dietro all'asino, alla pecora ed alla scrofa.
A nove anni il padre gli pone in mano la zappa e la pala, in spalla la corba, lo conduce seco al lavoro e lo mette in condizione di guadagnarsi 42 centesimi al giorno.
A quindici il suo salario cresce e ne ha 67.
A venti non tratta pių lo zappettino, ma la grossa zappa e col rompersi l'arco della schiena da mane a sera, ha 85 centesimi e la minestra, o 125 senza minestra.



Un gabellotto, personaggio al servizio dei latifondisti meridionali, molto temuto dai contadini.

A quindici il suo salario cresce e ne ha 67.
A venti non tratta pių lo zappettino, ma la grossa zappa e col rompersi l'arco della schiena da mane a sera, ha 85 centesimi e la minestra, o 125 senza minestra.
Il salario del contadino č una miseria ed il lavoro campestre non č continuo da noi, ma periodico e due volte all'anno"




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