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| Partenza dalla stazione centrale di Milano (1889). |
![]() Nella foto del 1884, il pasto degli emigranti. All'appello della campana, agitata vigorosamente da un uomo dell'equipaggio, gli emigranti si riuniscono sul ponte della nave per ricevere la loro razione di cibo. | "E' fra costoro che si trovano i maggiori sfruttatori dell'emigrazione, che vendono in precedenza il lavoro degli emigranti, che li provvedono di biglietti ferroviari più o meno autentici, che li ingannano sui luoghi, sulle condizioni della manodopera, sulla sicurezza, su tutto. Il contadino che arriva a Napoli o a Genova, è la bestia da tosare e l'autorità non sa e non può far nulla in difesa. Sicchè accade che l'emigrante, già prima di partire, è stato derubato dei pochi risparmi che gli dovevano servire ad affrontare nel Nuovo Mondo le prime difficoltà ." |
Tuttavia i poveri continuarono ad imbarcarsi verso l'Oceano e il flusso migratorio rappresentò un notevole affare per le compagnie di navigazione. Le navi a vapore salpavano dai porti di Genova e Napoli. Ci voleva quasi un mese per l'arrivo a New York, occorrevano quaranta giorni per gli scali presso il Rio de la Plata. Il viaggio di traversata spesso era effettuato con navi vecchie e malandate, adibite anche al trasporto di merci, con i ponti e le stive sovraffollate di persone, in condizioni igieniche disastrose. Così accadeva facilmente che scoppiassero epidemie e che alcune persone morissero durante il viaggio per le malattie, la fame o per soffocamento. |
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