IL CIBO



Il cibo dei signori


Dopo le battute di caccia o alla fine di un torneo, il Signore e i suoi ospiti, erano soliti mangiare all'aperto (sotto le tettoie ) . Prima dei pasti bisognava lavarsi le mani, visto che per mangiare si usavano le dita. Gli scudieri portavano bacili ai nobili, gli altri si lavavano le mani nei catini; nelle grandi sale da pranzo c'erano pochi piatti di legno, il cibo spesso era servito su larghe fette di pane raffermo (che poi erano donate ai poveri). Per tagliare la carne ognuno usava il proprio coltello. Un vassoio di cibo veniva spartito tra due persone, solitamente anche la coppa per bere. Spesso, durante il pranzo, c'era della musica. Un "assaggiatore" controllava che i cibi non fossero avvelenati. Nei castelli c'erano grandi cucine, nelle quali la carne era arrostita a fuoco, il pane e le torte erano invece cotti in forni d'argilla. Sui lunghi tavoli sfilavano preziosi vassoi contenenti capretti, lepri, fagiani e altra selvaggina; non mancavano i migliori vini. I nobili amavano cibi eccitanti e forti (piccanti, aromatizzati con spezie). Di solito mangiavano carne fresca, al massimo conservata sotto sale. D'inverno poteva succedere che anche i ricchi si nutrissero di fagioli e farinate. Si preparavano insalate con i fiori. I nobili che non vivevano nell'Italia meridionale non avevano lo zucchero, quindi per addolcire il cibo usavano il miele. Al posto del burro si usava un sugo fatto con ortaggi, spezie o erbe aromatiche.



"GLI UCCELLI SENZA TESTA"


Un tipico piatto per ricchi: "Gli uccelli senza testa".

Per prepararlo mescola insieme cipolle, erbe, spezie, uova e midollo di manzo. Taglia delle fettine di carne cruda. Disponi un po’ del ripieno sulle fette di carne arrotolata, con queste ultime prepara degli involtini simili ad uccelli spennati senza testa. Cospargi gli involtini con aceto, succo d'uva acerba, zenzero, pepe e cannella e cuocerli in forno già caldo. Quando gli "uccelli" sono cotti, ricoprili con pezzettini di tuorlo d'uovo sodo in modo che sembrino dorati. Servirli molto caldi.



Il cibo dei poveri


La gente del popolo si nutriva tutti i giorni degli stessi cibi. In genere consumavano zuppe preparate con i prodotti dell'orto: piselli, carote, cavoli, rape, lenticchie, ossa. Molto raramente era consumata carne di maiale, condita con erbe aromatiche. I poveri bevevano il "Sidro", una bevanda prodotta dalle mele e dalle pere fatte fermentare. Oltre alle zuppe l'alimentazione era formata da: pane d'avena o di segale (in cui spesso c'era sabbia), latte e verdura. I poveri spesso soffrivano la fame. Durante le carestie mangiavano erba. Carne, piccoli animali, formaggio, uova e maiale erano riservati ad occasioni speciali.



ZUPPA DI VERDURE CON LENTICCHIE


“Metti le lenticchie in un calderone con alcuni ortaggi a pezzetti: porri, cipolla, aglio e verza. Falla cuocere per alcune ore. Se aggiungi ossa di prosciutto o cotenne il sapore migliora. Servi la zuppa bollente e accompagnata con pane nero: se te lo puoi permettere, metti in tavola anche burro e formaggio. Come sempre, da bere, offri birra leggera.”

IL CIBO DEL CLERO


I monaci mangiavano uova, formaggi, pane e pesce, ma non potevano consumare la carne.

I DOLCI

Non si preparavano dolci veri e propri: le paste-base potevano servire da contenitore per torte salate (ripiene di verdure, formaggi, spezie) o per torte dolci (ripiene di frutta fresca, secca o marmellate) Le torte, sia dolci che salate, venivano cotte in forni d’argilla.




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