Iniziamo il nostro tour partendo dalla piazza Libertà dove si incontrano le tre strade principali che collegano Carpignano Sesia con Ghislarengo (via Roma), Fara Novarese (via Cavour) e Sillavengo (via Dante).
Qui incontreremo la piccola chiesa di Santa Marta la cui facciata che è stata costruita con l'antica tecnica muraria della "spina pesce", con l'utilizzo di ciottoli provenienti dal vicino letto della Sesia, anticipa le caratteristiche della muratura medievale del Castello-Ricetto.

Proseguiamo, quindi, sullo stesso lato della piazza sino a raggiungere la vicina piazza Marconi caratterizzata dalla presenza di una costruzione di ferro, che i carpignanesi chiamano comunemente "Tettoia".
Proprio in questo punto si apre l'ingresso, un tempo unica via d'accesso, del Castello-Ricetto; un'antica fortificazione risalente all'XI secolo.
L'entrata, ricavata da un torrione, era dotata di ponte levatoio e più tardi, con l'evolversi delle tecniche difensive, fu ulteriormente fortificata con la costruzione di un rivellino.
Lasciando scorrere il nostro sguardo verso destra vedremo via della Fossa, toponimo che ricorda l'antico fossato che circondava la fortificazione.
Ma entriamo e calpestiamo l'acciottolato che caratterizza via Castello. Qui si affacciano le tipiche case in mattoni e pietre, chiamate caneve, che, nel medioevo venivano utilizzate come magazzini e, ma non necessariamente, come abitazione.
Interessante è l'edificio dove è conservato il più antico torchio piemontese, risalente al 1575, utilizzato per la spremitura delle uve e delle noci.
Lungo il lato destro della via si aprono piccoli vicoli che ci introducono al centro del ricetto;
più avanti c'è la piccola piazza della Credenza, dove sorgeva quello che fu il broletto di Carpignano.