Quando giunse Piramo non trovò la fanciulla amata e, vedendo per terra il velo insanguinato, si convinse che la sua dolce Tisbe era stata sbranata da una fiera. Preso dal rimorso per averle dato appuntamento in un luogo tanto pericoloso, raccolse il velo di Tisbe, lo baciò più volte e pianse su di esso. Infine, sopraffatto dal dolore, prese il pugnale e si uccise sotto il gelso. Il suo sangue, assorbito dalla terra, raggiunse le radici dell’albero e salì attraverso la linfa fino a tingere di rosso i frutti.




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