Poco dopo, Tisbe, cessato il pericolo, tornò indietro per non mancare all’appuntamento con Piramo e, con grande sgomento, vide a terra il corpo dell’amato. Allora si avvicinò a lui e gli disse piangendo:” Piramo, quale destino ti ha strappato a me? Piramo, rispondi, la tua carissima Tisbe ti chiama”. Nel sentire il nome di Tisbe, Piramo alzò gli occhi già gravati dalla morte e, dopo averla guardata, li chiuse per sempre. Tisbe prima lo pianse a lungo strappandosi anche i capelli, poi, prese il pugnale di Piramo e si trafisse il petto.




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